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airesArrivano i dati definitivi di GfK per il mercato degli elettrodomestici e dell’elettronica in Italia e confermano la sostanziale tenuta dei consumi complessivi, con un calo dello 0,8% rispetto al 2016.
Tra i settori in crescita svetta la Climatizzazione con +17% grazie ad una estate particolarmente torrida, seguito dalla telefonia (+3%), dove dopo un triennio di crescite a doppia cifra lo smartphone ha registrato un fisiologico rallentamento. Stabili Grandi e i Piccoli Elettrodomestici (+1% e -1%), in terreno negativo il segmento Tv e video (- 8%) e i Computer (-4%). In senso generale si registra una crescita del 9% delle vendite in e-commerce che comprendono anche formule ibride.
Pesano tuttavia sul settore le situazioni di alcune imprese che, a seguito della cattiva performance degli ultimi 12 mesi, hanno dovuto dichiarare lo stato di crisi.
“Chiudere l’anno a -0,8 rispetto al 2016 non è di per sé grave, come è facile comprendere, tuttavia il settore è sotto pressione a causa della concorrenza asimmetrica innescata da Amazon e dalle imprese che ad essa fanno riferimento” dichiara il Direttore Generale di Aires, Davide Rossi, che aggiunge: “È indispensabile che vengano attuate misure non protezionistiche ma di semplice ristabilimento di regole uguali per tutti gli operatori. Oltre ai noti temi della tassazione e del costo del lavoro, segnaliamo che le vendite sottocosto sono fortemente regolamentate nei negozi fisici e prive di ogni previsione normativa nell’online, così come non è prevista alcuna responsabilità automatica delle piattaforme OTT che non verificano la correttezza dei venditori che ospitano e promuovono tramite i propri marketplace”.
E conclude: “Non bisogna dimenticare che tutti i nostri operatori sono attivi sia tramite i negozi fisici che con i propri siti e anche apps per operare in mobilità; quindi il problema non è certamente la crescita dell’e-commerce ma il fatto che alcuni rivenditori on-line non mirano a generare utili dalla attività di Retail ma si muovono in perdita per scelta strategica e predatoria”.
A tutela degli oltre 16.500 addetti diretti dei propri associati e delle imprese dell’indotto, Aires- Confcommercio auspica che, non appena insediato il nuovo Governo, si metta mano – anche per decreto d’urgenza – alla regolamentazione del settore per ristabilire la “par condicio concorrenziale” tra operatori.

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