Tutto si crea, tutto si distrugge e tutto si trasforma. Niente di meglio di questa inusuale “variante” al celebre postulato del chimico francese Lavoiseir può riassumere gli ultimi accadimenti nel mondo del trade e della consumer electronics.
Archiviati i più recenti cambi di insegna, infatti, ecco due nuovi scossoni – per la verità già ampiamente annunciati – a sconvolgere nuovamente il mercato italiano della distribuzione specializzata, tutti in tema di concentrazione.
Ecco quindi giungere il definitivo passaggio alla nuova insegna Trony degli ex punti vendita FNAC, attorno ai quali sembrano esserci importanti piani di sviluppo e di marketing, soprattutto per quanto riguarda quello della centralissima via Torino a Milano che, dalle parole del Direttore Generale di DPS Group Yves Di Benedetto, dovrebbe diventare “il più importante dell’intera rete di store DPS”.
Passaggio a cui si aggiunge un altro storico cambio di casacca che vede protagonista la locomotiva del Gruppo Expert SGM Distribuzione, ormai conquistata dall’indiscutibile fascino della nuova insegna Unieuro. Un nuovo logo, un nuovo concept e nuove strategie, tutte in tema di multicanalità, efficienza e nuovi approcci al consumatore, che dovranno traghettare la società romagnola al definitivo sbarco a Piazza Affari entro i prossimi tre anni. Illustri cambi al vertice si registrano invece a carico di Mediamarket Spa e della sua casa madre Media-Saturn-Holding e della filiale italiana del gigante francese Auchan: cambi di poltrona che, sicuramente, faranno sentire il loro “peso” sull’intero panorama distributivo nazionale.
Non si fermano inoltre le nuove aperture, in barba a crisi e riduzione dei costi, ma soprattutto in barba a tutti coloro che non vogliono sentir parlare di ripresa o di crescita: sarà forse ancora lontana quella famosa “luce in fondo al tunnel” di cui si parla da tempo, ma, per lo meno, crederci è già qualcosa. Anche se, per dovere di cronaca e dati finanziari e produttivi alla mano, c’è – almeno per ora – da stare poco allegri.
Ma la voglia di ripresa c’è, eccome. Situazione socio-politica a parte, infatti, qualcosa “eppur si muove”. Oltre ai dati confortanti provenienti dalla globalità del sistema economico europeo, infatti, c’è da segnalare la costante e instancabile propositività dell’industria. E non solo sotto il profilo dei prodotti innovativi e delle iniziative di marketing e comunicazione (che, proprio in questo periodo di Mundial, stanno vivendo uno dei periodi più floridi degli ultimi tempi), ma anche sotto il profilo della voglia di riscatto, così come dimostrato dal nuovo “Progetto Orizzonte”, presentato qualche giorno fa a Roma da Confindustria CECED Italia alla presenza del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Un progetto che va al di là del classico “mettiamoci una toppa”, ma che, al contrario, mira alla creazione di un vero e proprio sistema nazionale basato su efficienza e redditività che, stando alle premesse e ai suoi pilastri portanti, dovrebbe durare nel tempo evolvendosi verso nuovi e più moderni processi di business.
Non ci resta dunque che stare a guardare le immediate evoluzioni di questi ultimi fatti e, per citare un claim del compianto Tonino Guerra, pensare sempre “all’ottimismo come sale della vita”. Ad Maiora.

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