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logo-appliaSi è svolta l’Assemblea Generale dei Soci CECED Italia 2018, in occasione della quale è stata confermata Manuela Soffientini alla Presidenza dell’Associazione che riunisce oltre 100 imprese operanti nell’Industria degli apparecchi domestici e attrezzature professionali per food service e ospitalità. Il settore ha dato origine a un fatturato complessivo 2017 che supera i 15 miliardi di euro di cui oltre 10 miliardi all’export, con bilancia commerciale positiva di oltre 6 miliardi.
Manuela Soffientini, di Electrolux Italia, nominata Presidente dell’Associazione nel 2016, è stata confermata per il prossimo biennio. Ad affiancarla, in qualità di Vice Presidenti Vladimiro Carminati (De’Longhi Appliances), Antonella Ferrara (O.L.S), Beppe Fumagalli (Candy Hoover Group), Giorgio Marazzi (BSH Elettrodomestici), Evaldo Porro (Electrolux Professional). L’Assemblea ha inoltre ratificato l’ingresso in Consiglio Generale di Massimo Bordin (Whirlpool Italia) e Mario Salari (Ariston Thermo Group).
“Grazie all’impegno di tutti i componenti dell’Associazione, l’attività degli ultimi due anni ha consolidato e rafforzato la rappresentatività dell’Associazione stessa. Nel primo mandato di Presidenza ci siamo presi l’impegno di rifocalizzare l’attività di Ceced Italia, da ora APPLiA Italia, su ciò che realmente interessa con un forte senso delle priorità. Nel corso del prossimo biennio sarà necessario finalizzare i temi dell’etichettatura energetica e dell’economia circolare, inquadrandoli nel corretto contesto, e promuovere gli aspetti legati alla connectivity e all’innovazione offerta dalla nostra industria” afferma Manuela Soffientini, che prosegue: “ringrazio per la fiducia rinnovata dai Soci e auspico un nuovo corso altrettanto soddisfacente e stimolante. l’Assemblea di oggi è stata inaugurata con una grande novità: il cambio nome volto a rafforzare l’identità dell’Associazione e dei settori rappresentati sempre più in un’ottica europea”.
L’operazione di rebranding riposizionerà ulteriormente l’Associazione sul mercato e supporterà il raggiungimento degli obiettivi preposti: promuovere stili di vita sostenibili che consentano a cittadini e operatori di vivere nel “mondo connesso” accelerando la crescita e lo sviluppo economico, ambientale e sociale del sistema paese Italia. La nuova immagine è più adeguata nel rappresentare apparecchi domestici e attrezzature professionali per food service e ospitalità, che si evolvono verso la connectivity, sempre più smart e innovativi. Il nuovo brand APPLiA Italia segna in modo ancora più marcato la vicinanza alle dinamiche europee. Il nostro Paese infatti continua a rappresentare un mercato strategico e di valore con un contributo positivo alla bilancia commerciale del Paese.

In occasione dell’Assemblea Generale dei Soci, si è svolto anche un convegno che ha suscitato una seria riflessione sul comparto e su tematiche di grande attualità legate alla Economia Circolare. La Tavola Rotonda, a cui hanno partecipato Massimiliano Dona – Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Paolo Falcioni – Direttore Generale APPLiA Europa, Enrico Finzi – Sociologo e presidente di Sòno e AstraRicerche, Manuela Soffientini – Presidente APPLiA Italia, Dario Tamburrano – Deputato del Parlamento Europeo, Monica Tommasi – Presidente Amici della Terra, ha approfondito il tema dello smaltimento e della rigenerazione degli elettrodomestici. Ha moderato l’incontro la giornalista de L’Economia del Corriere della Sera Francesca Gambarini.
L’elettrodomestico in particolare, ha avuto ed ha un ruolo importante in termini di efficienza energetica e risorse impiegate in fase di produzione ed utilizzo. È un impegno che le aziende del settore hanno affrontato da tempo, dando vita ad una industria realmente circolare prima ancora che il concetto di Economia Circolare si sviluppasse nella collettività: se conferiti e trattati correttamente oggi è possibile il recupero di circa il 90% dei materiali impiegati negli elettrodomestici.
Per creare un processo realmente virtuoso è però indispensabile l’impegno di tutti gli attori della filiera, produttori, distributori, consumatori, operatori del fine vita e istituzioni.
Gli elettrodomestici sono apparecchiature con una vita media superiore ai 10 anni e, nel tempo, l’innovazione tecnologica ne ha migliorato ampiamente le performance. I nuovi elettrodomestici sono oggi ancora più innovativi e a minor impatto ambientale ed energetico. Non bisogna infatti dimenticare che un frigorifero prodotto oggi, consuma fino al 60% in meno di un frigorifero di 10 anni fa e che la fase di maggiore impatto della sua vita è quella d’uso: per questo motivo in molti casi il ricondizionamento non rappresenta la strategia più favorevole a livello di impatto ambientale.
Un focus infatti è stato dedicato al tema degli elettrodomestici rigenerati e della seconda vita delle apparecchiature domestiche del settore. Proposte che iniziano ad arrivare al consumatore con prodotti che non sono adeguatamente normati da regole e garanzie.
La dinamica del ricondizionamento degli apparecchi deve essere chiarita a livello di regolamentazioni comunitarie e nazionali, in modo da garantire la necessaria trasparenza verso chi acquista, nel pieno rispetto delle norme ambientali e delle regole sull’efficienza energetica, per offrire un prodotto adeguato in termini di prestazioni e sicurezza.
In un momento in cui le istituzioni europee mostrano sempre più attenzione alle tematiche relative all’economia circolare, alla durata della vita dei prodotti e alla classificazione energetica, che si fa sempre più stringente sui nuovi apparecchi immessi sul mercato, è necessario definire un quadro regolatorio che faccia chiarezza riguardo al tema del ricondizionamento per tutelare consumatori e produttori stessi.
Sul tema della riparabilità Interessante notare inoltre che su circa 1 miliardo di elettrodomestici installati in Europa, il numero dei prodotti che nel 2016 ha avuto bisogno di un intervento rappresenta lo 0,2% del totale di cui l’84% effettivamente riparati.

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