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Il Consiglio di Amministrazione di De’ Longhi SpA ha approvato i risultati del primo semestre 2018, periodo in cui l’azienda ha conseguito Ricavi per 854,7 milioni di euro, in crescita del 4,6% anno su anno. Il margine industriale netto è pari a 407,1 milioni di euro, in contrazione sui ricavi dal 49,1% al 47,6%, per effetto principalmente di aumenti nei prezzi delle materie prime e dell’impatto negativo dei cambi. L’Ebitda adjusted è pari a 109,1 milioni di euro, in crescita del 2,5%, ma in leggera flessione sui ricavi dal 13% al 12,8% mentre il risultato operativo è pari a 77,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’anno scorso, dopo aver tuttavia assorbito un incremento di  2,2 milioni di euro degli oneri non ricorrenti. Gli oneri finanziari netti sono pari a 9,1 milioni di euro, in aumento di 7,8 milioni di euro rispetto al 2017, mentre nella componente “ordinaria” si sono ridotti di 2,1 milioni di euro.
L’utile netto di competenza del Gruppo è pari a 55,9 milioni di euro, in flessione di 1,5 milioni di euro rispetto al 2017. Al netto delle componenti non ricorrenti l’utile netto è stato pari a 57,6 milioni di euro, in crescita del 15,3%.
Relativamente al secondo trimestre, il Gruppo ha conseguito ricavi in crescita del 4,7% a 452,1 milioni di euro, riportando un Ebitda adjusted in crescita del 3,2% a 55,7 milioni di euro, pari al 12,3% dei ricavi. Il risultato operativo è stato pari a 38,6 milioni di euro, mentre l’utile netto di competenza del Gruppo si è attestato a 29,5 milioni di euro, in calo di 2,5 milioni di euro sul 2017 ma solo per effetto della presenza, nel trimestre dello scorso anno, di proventi finanziari straordinari per 9,9 milioni di euro. Escludendo le componenti non
ricorrenti, l’utile netto del trimestre è stato in crescita del 27,5%.
A livello patrimoniale il capitale circolante netto si è attestato a 264,9 milioni di euro, pari al 13,2% dei ricavi, in miglioramento rispetto al dato alla stessa data dell’anno precedente. La posizione finanziaria netta al 30 giugno era positiva per 155,9 milioni di euro, in leggero
miglioramento rispetto al dato di giugno 2017. Rispetto al dato di fine 2017, la contrazione di 94,7 milioni di euro della posizione è stata determinata dall’esborso per dividendi di 149,5 milioni di euro e da investimenti per complessivi 28,6 milioni di euro.
In generale, il secondo trimestre ha confermato, nei suoi elementi principali, il quadro emerso nel primo trimestre dell’anno, ovvero una
crescita organica allineata alle migliori stime di consenso di mercato, in un contesto generale di mercato e di domanda non sempre favorevole.
A monte di tale crescita vi è la strategia di espansione e diversificazione geografica attuata dal Gruppo negli ultimi anni e i maggiori investimenti sul fronte della comunicazione e del marketing pianificati per il biennio 2017-2018.
Il primo semestre, e con esso il secondo trimestre, hanno confermato un caffè in forte progressione – a un tasso a doppia cifra – e un marchio Braun molto tonico a livello organico, due comparti che rappresentano circa il 56% del fatturato.
Più in dettaglio, a livello organico, il semestre ha visto crescere tutte le aree geografiche, con l’Europa nord-orientale e l’area Asia-PacificAmericas in particolare evidenza, queste ultime con tassi di crescita a doppia cifra.
Nel semestre l’Europa sud-occidentale ha mostrato un quadro di crescita sufficientemente diffusa, con un marcato recupero della Francia nel secondo trimestre e con Austria e Svizzera in crescita a doppia cifra, più che compensando così la flessione di Italia e Grecia; quadro positivo anche per l’Europa nord-orientale, sia a livello organico che nominale, con Russia, Ucraina e il bacino dei paesi CIS in particolare evidenza, mentre è risultato ancora in flessione il Regno Unito.
In crescita sostenuta l’area Asia-Pacific-Americas che tuttavia soffre un impatto valutario negativo pari a circa 10 punti percentuali,
dovuto al deprezzamento del paniere di valute dell’area; positiva, a livello organico, anche la performance dell’area Middle East-India-Africa, che conferma quindi un trend di normalizzazione rispetto a quanto evidenziato l’anno scorso. Il deprezzamento delle valute di riferimento dell’area, principalmente del Dollaro USA, ha pesato per circa 10 punti percentuali di crescita.
E’ continuata nel semestre la forte progressione delle macchine da caffè, che sono cresciute di circa il 22% organico, con un contributo positivo da parte di tutti i segmenti dell’espresso.
Nel segmento della preparazione dei cibi, sono risultate in crescita a livello organico sia il comparto degli handblender di Braun che delle kitchen machine di Kenwood. Complessivamente, nel semestre, a livello organico, il segmento cottura e preparazione dei cibi è stato in linea con l’esercizio precedente.
Infine, per quanto concerne il comfort, si segnala la positiva performance nel semestre a livello organico, mentre nel comparto minoritario della cura della casa, complessivamente in leggera flessione nel semestre, si è evidenziato il proseguimento della crescita dei sistemi stiranti a marchio Braun, che rappresentano la famiglia di prodotto a maggior valore aggiunto del comparto.
Il margine industriale netto si è attestato a 407,1 milioni di euro, in crescita in valore assoluto, ma in flessione come percentuale dei ricavi, principalmente per effetto di pressioni sul fronte delle materie prime e dell’impatto negativo dei cambi.
L’Ebitda adjusted, è aumentato da 106,5 a 109,1 milioni di euro, in crescita del 2,5%, attestandosi al 12,8% dei ricavi. Dopo oneri non ricorrenti e costi figurativi del piano di stock options per totali 4,1 milioni di euro, l’Ebitda si è attestato a 105 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo scorso anno e pari al 12,3% dei ricavi.
Il risultato operativo si è attestato a 77,9 milioni di euro, stabile rispetto allo scorso esercizio, dopo aver assorbito maggiori oneri non ricorrenti per 2,2 milioni di euro, al lordo dei quali si sarebbe incrementato del 2,8%.
L’utile netto di competenza del Gruppo è stato pari a 55,9 milioni di euro. Dal punto di vista fiscale, il primo semestre ha beneficiato delle agevolazioni previste dalla normativa “patent box”. Al netto delle componenti non ricorrenti l’utile netto è stato pari a 57,6 milioni di euro, in crescita del 15,3%.

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