Il Natale risolutivo da tutti sperato non c’è stato. La crisi economica si è fatta sentire, eccome, frenando ancor di più i consumi degli italiani anche in un momento di grande euforia come quello degli acquisti natalizi. “E adesso cosa succederà?”, si chiederanno in molti.
Il quadro è sempre più di difficile interpretazione, anche se, ahinoi, molti fatti sono ormai dati per scontati, primo tra tutti quello dell’arrivo di un periodo di ancor più pesante recessione, in cui non solo il mondo del commercio e della finanza si troveranno ad affrontare momenti di evidente difficoltà, ma anche gli equilibri sociali, e di conseguenza la fiducia delle famiglie e delle imprese, ne risentiranno in particolar modo. Proviamo quindi a tracciare una possibile chiave di lettura e un’ipotetica previsione di ciò che – presumibilmente – potrebbe accadere nel corso dell’anno, basandosi su ciò che si sente e si legge nei principali organi d’informazione e su ciò che gli analisti e gli esperti di tutto il mondo sostengono ormai da tempo.
Una prima dura fase di questo 2013 di ristrutturazione è quella che ci separa dalla composizione e presa in carico del nuovo Governo e dalla nomina delle più alte cariche dello Stato. In questo frangente di tempo i consumi saranno, per forza di cose, ancora ridotti all’osso, causa il grave clima di incertezza per il futuro del nostro Paese, immerso, come non mai, in una crisi che non ha solo risvolti monetari e politici, ma anche sociali e culturali, e in cui molti valori che caratterizzano da sempre il Belpaese sembrano ormai perduti, o per lo meno dimenticati. Superata questa delicata fase di riorganizzazione dell’establishment governativo (in cui si spera possa far lavorare senza intoppi lo schieramento uscito vincitore dalle urne o, per lo meno, una coalizione in grado di governare), è da attendersi un successivo periodo di stasi; periodo in cui proprio il mondo della politica e delle istituzioni dovranno accollarsi l’onere e il dovere di traghettare l’Italia verso una “primavera” non tanto di rinascita, ma più che altro di buoni propositi e speranze e riguadagnare quella fiducia del “popolo sovrano” venuta meno negli ultimi tempi. Sempre ammesso che, vista l’evidente confusione politica fuoriuscita dalle urne del 24 e 25 febbraio scorso non costringa a tornare ai seggi in tempi stretti, dopo aver opportunamente modificato l’attuale legge elettorale.
Da qui, arrivare al periodo estivo è praticamente un attimo e la “calma piatta” dettata dal sole di luglio e agosto potranno riportare un sorriso più rilassato sulle bocche di molte persone, lontano dai pensieri persistenti e stremanti di crisi e difficoltà economiche. Pensieri che serviranno invece da stimolo per affrontare la vera ripresa delle attività prevista per l’autunno: mesi in cui, come previsto da più parti, inizierà – si spera – la ripresa vera e propria, che dovrebbe rinvigorirsi e prendere sempre più forma verso la fine dell’anno per poi realizzarsi nel corso del biennio 2014-2015, anche in vista del famigerato Expo in cui non dobbiamo e non vogliamo sfigurare agli occhi del mondo intero.
Certo, in questo scenario non mancheranno gli “uccelli del malaugurio” che continueranno a prevedere ancora lunghi anni di stenti e difficoltà. Ma noi, non solo preferiamo seguire gli ottimisti, ma pensiamo anche che una crisi in eterno non possa durare, pena l’inabissarsi dell’Italia e dell’Europa intera in un baratro di non facile ritorno.
E in tutto questo, cosa succederà al mondo della distribuzione? I consumi, neanche a dirlo, seguiranno in tutto e per tutto il clima scaturito dagli avvenimenti a venire, e, di conseguenza, i primi mesi dell’anno non saranno di certo facili da affrontare. Nella seconda metà del 2013, però, grandi opportunità aspetteranno il mondo del retail; opportunità per ristabilirsi e, perché no, rafforzarsi e addirittura crescere.
Nel frattempo, continueranno le tendenze viste nel corso dell’anno passato, e cioè le operazioni di concentrazione e di managerializzazione delle imprese: ingredienti necessari e indispensabili per affrontare con tranquillità le sfide dei mesi a venire. Di pari passo, inoltre, l’efficientamento e la razionalizzazione di tutti i processi in gioco e il miglioramento delle superfici di vendita, in ottica sia di digitalizzazione e di futurizzazione dei negozi sia di ottimizzazione dei servizi al consumatore. E a far da spettatore, la pressione promozionale, attesa ai suoi massimi livelli nella primissima parte dell’anno, ma che in parte potrà essere controbilanciata dagli elevati contenuti tecnologici messi in campo dall’industria del bianco e del bruno, i cui reparti di Ricerca & Sviluppo non hanno mai smesso di lavorare alacremente, nonostante la crisi economica e la contrazione delle vendite.

La Redazione

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