Quante volte il lettore ha riscontrato di vivere oggi un’Italia socialmente molto diversa rispetto a vent’anni fa. I flussi migratori in particolare, ma non solo, sembra abbiano rivoluzionato le relazioni sociali e anche le nostre abitudini interpersonali. Tuttavia in certi momenti dell’anno riusciamo, ancora, a ricollegarci con quella tradizione che garantisce continuità. Uno di questi periodi dove la tradizione si rivela in modalità più specifica fa riferimento alle vacanze natalizie. Una tradizione dove si intrecciano abitudini sacre e profane in cui l’attenzione è più rivolta verso gli altri che verso un egoistico soddisfacimento dei bisogni personali. Come magicamente sospinti da simboli e segnali, tipicamente natalizi, ci dedichiamo, automaticamente, all’altro, alle sue esigenze, alle sue aspettative che – in questo particolare periodo – vengono considerate più importanti delle nostre. Sembra quasi che il tradizionale insegnamento cristiano, interiorizzato ancora in epoca infantile e assopito per mesi, si ridesti e ci trasformi, e, se pur per un breve periodo, contagi anche il nostro prossimo, come un tacito condizionamento virtuoso. La modalità da sempre utilizzata per venire incontro all’altro è, tradizionalmente, quella del regalo: cercato, anche per giorni, pensando alle caratteristiche del nostro caro, magari trascurato per mesi. Dedicare tempo alla ricerca del regalo più adatto alla persona (girando di negozio in negozio) è come dedicare tempo, il nostro tempo così prezioso, alla persona stessa che viene valorizzata e riscoperta nelle sue caratteristiche più umane. E ciò ci fa felici: felici di fare felice il nostro prossimo offrendogli l’oggetto regalo, cercato a lungo, anche per giorni interi, ma volentieri, per riuscire trovare quello più adatto e più soddisfacente per lui. Questo è il nostro Natale, il Natale della tradizione, una tradizione che fa rimbalzare al presente ricordi dell’infanzia, che sembravano assopiti.
Tuttavia la corsa, spesso frenetica, tra le numerose offerte natalizie non può farci perdere di vista la persona. In tale caso rischiamo di venire sopraffatti dal turbinio delle offerte natalizie e dalla spinta impulsiva ed egoistica all’acquisto. Infatti se nella frenetica corsa ai regali spendiamo più di quanto preventivato e gli acquisti perdono la loro ragione d’essere soddisfacendo un nostro desiderio di tipo impulsivo allora, secondo lo specialista della salute mentale, possiamo rischiare un “disturbo del controllo degli impulsi”. Trattasi di condotte patologiche che raggruppano vari comportamenti in cui la persona è incapace di resistere ad un impulso verso azioni persistentemente ripetute, anticipate da una sensazione di tensione, seguita da sollievo nel momento dell’atto, come ad esempio avviene nella cleptomania, nella piromania, nello strapparsi i capelli, cui si può assimilare anche il comportamento sessuale troppo disinvolto e irresponsabile, il gioco d’azzardo e la videoperstesia. Tali condotte si possono prevenire anche con l’aiuto del venditore umano che consiglia il potenziale acquirente interessandosi, come un amico, alla persona destinataria del regalo affinché questa possa ricevere il dono più utile per lei e per le sue esigenze.

Dott. Paolo Zucconi
Specialista in Psicoterapia comportamentale e Psicoterapia cognitiva

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