Per comprendere la dinamica aziendale e le sue potenzialità messe in atto bisogna conoscere chi è ai vertici della gerarchia, soprattutto i manager che seguono vari settori. Un’organizzazione è efficace ed efficiente nel momento in cui è guidata da validi leader, che sappiano infondere condivisione, fiducia e senso di appartenenza al gruppo di lavoro. Si sente spesso la domanda: Si nasce o si diventa un bravo manager?
Possedere una propensione naturale alla leadership è importante, ma non basta! C’è chi nasce con un’alta potenzialità a diventare un ottimo manager ma non lo diventa, sia nel lavoro che nella vita, così pure persone meno predisposti naturalmente ad assumere un ruolo manageriale ma che, attraverso una formazione continua ed esperienze sul campo, affinano le proprie capacità. Il talento è un dono, il merito è saperlo usare.
Un manager deve sempre tenere a mente alcuni aspetti, come la pianificazione, ovvero progettare e imparare a gestire al meglio le situazioni, e la comunicazione. Saper scrivere, dialogare e ascoltare sono tre paletti fondamentali. Il consenso e l’ascolto dei dipendenti si ottiene anche attraverso la comprensione dei loro bisogni: non c’è leadership senza membership!
Un’altra caratteristica importante è quella di abituarsi a prendere decisioni e prepararsi anche alla possibilità di poterne prendere qualcuna sbagliata, comunque fondamentale per iniziare davvero a tendere alla leadership. La paura non deve paralizzare un manager, bensì deve essere riconosciuta e trasformata in energia e sfida personale positiva.
E’ importante inoltre avere una adeguata capacità economico-finanziaria, al fine di raggiungere sia un obiettivo strettamente economico-finanziario, sia la valutazione delle performance e misurare i progressi compiuti per raggiungere gli obiettivi individuali e aziendali, attraverso la condivisione dei Key Performance Indicators (KPI).
Ma essere un valido manager implica anche saper delegare, altrimenti è ad alto rischio la stessa mission aziendale. Delegare vuol dire fidarsi degli altri componenti del team-work e stimolare le loro capacità e senso di responsabilità, se serve anche attraverso una sana competizione.
Risulta implicita e fondamentale un’elevata capacità di problem solving, per affrontare, risolvere i problemi e offrire ai collaboratori strumenti adeguati, oltre a feedback costruttivi strategici, questi ultimi validi soprattutto quando si devono gestire performance scarse.
Ho avuto il piacere di conoscere Serena Gerlinzani, General Manager di Biophil Italia SpA, società specializzata nella distribuzione di materie prime per il settore cosmetico. Lascio a Serena le ultime parole di questo articolo, in quanto, da valido manager, è riuscita a sintetizzare il segreto del suo successo: “Passione: cavalcare costantemente il business in movimento, e mettere la passione nella quotidianità imprenditoriale ci consentirà di raggiungere il successo. Perseveranza, nonché un atteggiamento positivo da trovare e ritrovare quotidianamente e nei momenti più difficili. Innovazione e Rinnovazione, lavorare con altre persone per imparare da loro, imparare dagli errori e migliorarsi. Azione Costante per sconfiggere la staticità. Sarà vincente colui che saprà costruirsi una reputazione, fondata su caratteristiche personali su cui costruire il proprio decalogo manageriale”.

Dott.ssa Paola Nicolini
Psicoterapeuta e sessuologa clinica
contributor@eimag.it

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