Come abbiamo già scritto, non è semplice identificare i criteri di una attività commerciale “verde” poiché mancano linee guida e norme chiare ed univoche, ma è possibile orientarci verso una serie di azioni adeguate a ottenere un “sistema” coerentemente e visibilmente Green, secondo le esigente di quella singola specifica attività.
In linea di massima si può dire che un’attività commerciale che adotta il più alto numero possibile di soluzioni di sostenibilità ambientale nella struttura,nella gestione, nella scelta dei prodotti ad uso interno e di commercializzazione e nell’orientamento e supporto al consumatore può essere definita un’attività “sostenibile” che ottiene da ciò risparmio nei costi complessivi di gestione e contemporaneamente crea un elemento di attrattività per il pubblico.
Il locale verde dovrebbe essere realizzato idealmente secondo una sinergia di fattori simultanei e coerenti:
– il sistema-edificio dalle forti connotazioni di risparmio energetico reale dovuto alla struttura ed al benessere fisico percepito interno;
– la scelta impiantistica complessivamente rivolta all’efficienza ed al risparmio energetico;
– la scelta di utilizzare nella maggior quantità possibile energie rinnovabili, meglio se locali;
– il sistema di finiture e arredi verdi certificati o certificabili o di provenienza dichiaratamente ecologica in massima parte di origine certa;
– l’applicazione di sistemi per il risparmio dell’acqua potabile;
– attestati e certificazioni a dimostrazione della reale effettiva sostenibilità attuata dell’intera struttura.
Le scelte di dettaglio poi vanno valutate singolarmente da ciascun negozio, poiché una certa quota di discrezionalità occorre per l’inserimento di materiali e sistemi locali spesso difficilmente ripetibili in altri, essendo questo un aspetto della sostenibilità.
Si hanno così possibili scelte diverse sulla tipologia di energie rinnovabili, sulla tipologia di materiali eco-riciclabili, sulle modalità impiantistiche, differenti seppur ugualmente efficienti, sulle diverse modalità sulla raccolta differenziata,etc.
Particolare attenzione va posta anche ai requisito ed alla formazione dei fornitori e dei manutentori che si trovano ad intervenire in edifici di una qualità complessiva più elevata rispetto a quelli più tradizionali: uno degli aspetti da non sottovalutare in un edificio di categoria ecologica, è costituito dalla qualità interna dell’aria e dalla percezione che abbiamo del suo spazio interno e del benessere che da ciò ne deriva.

Spesso la presenza di impianti rumorosi con prese d’aria in luoghi sbagliati o insufficienti, scarsa pulizia dei filtri, delle bacinelle, degli accumuli o dei condizionatori, pregiudica la qualità interna dell’aria che è un requisito indispensabile per un edificio ecologico con presenza di spore, funghi e batteri ridistribuiti in ambiente direttamente attraverso la rete di canalizzazioni.
Da non sottovalutare infine l’aspetto gestionale e di rapporto con la clientela: l’impostazione degli aspetti strutturali ed impiantistici deve venire sostenuta da figure identificate tra il personale, una volta ricevuta l’adeguata formazione, con il compito di controllare la coerenza delle esposizioni e di fornire spiegazioni al cliente in modo da costituire un continuum coerente con le scelte attuate che devono essere illustrate al potenziale cliente.

Olivia Carone – Presidente Associazione Casaclima Milano e docente IED

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