La Direttiva 2002/91/CE prevede la creazione e l’applicazione di una serie di azioni rivolte al miglioramento e alla sostanziale riduzione della quantità di energia utilizzata negli edifici introducendo il concetto di “certificazione energetica” connessa al “calcolo del rendimento energetico degli edifici” basato sulle caratteristiche termiche dell’edificio.
Il sistema e il relativo calcolo si applicano alla maggior parte delle categorie di edifici sia a uso residenziale sia pubblico che terziario, includendo strutture scolastiche, ospedali, alberghi e ristoranti, impianti sportivi e, naturalmente, esercizi commerciali per la vendita all’ingrosso o al dettaglio.
Per raggiungere l’obiettivo di riduzione è diventato necessario diminuire fortemente la domanda energetica interna avviando diversi percorsi: l’efficientamento degli impianti, la ricerca di nuove soluzioni tecnologicamente innovative, il controllo sull’applicazione corretta ed efficiente di questi sistemi, e, soprattutto, l’acquisizione di informazioni concernenti lo “stato di fatto energetico” degli edifici. Di qui la necessità di creare e rendere operativo uno strumento che renda più evidente i consumi di energia e che fornisca informazioni chiare al fine di creare una coscienza e una cultura virtuosa sul risparmio energetico.
Poiché il settore edilizio residenziale e terziario è il massimo settore energivoro nei territori dell’UE, si è poi istituito il sistema obbligatorio di certificazione energetica degli edifici rivolto sia a indicare attraverso calcoli e parametri specifici la dispersione della struttura e dei suoi impianti sia a indicare le strade per il miglioramento.
Poiché su quest’aspetto le diverse culture nazionali europee hanno approcci diversi dovuti a precedenti esigenze manifestate in secolari tradizioni costruttive, il primo passo è stato quello di istituire sistemi nazionali riconoscibili di certificazione energetica degli edifici basati su uno schema comune, assorbendo quegli aspetti presenti già localmente. Si è così avuto l’inserimento nella norma italiana di criteri innovativi legati a sistemi solari attivi e ad altri impianti di generazione di calore ed elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili; sistemi di cogenerazione dell’elettricità; sistemi di riscaldamento e condizionamento a distanza come il teleriscaldamento. Di conseguenza, si è iniziato a sviluppare sensibilmente la produzione energetica da fonti rinnovabili come il solare fotovoltaico che produce energia elettrica e il solare termico che produce acqua calda per diversi utilizzi. Manca ancora compiutamente quello che è l’aspetto più rilevante: l’efficienza dell’involucro edilizio, indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’edificio. Un edificio ben coibentato, ben orientato, con l’inserimento di tecniche di efficientamento luminoso e di tecniche e tecnologie di ecologia della costruzione, come per esempio impianti significativamente innovativi, richiede per il proprio utilizzo sino a dieci volte meno energia rispetto a un equivalente realizzato con tecniche tradizionali.

Arch. Olivia Carone
Presidente Associazione Casaclima Milano e docente IED

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