“La partita si giocherà nel prossimo mese e mezzo”, ci siamo sentiti ripetere da molti professionisti dei settori industria e retail, riferendosi al mercato natalizio. Ebbene, ci siamo. Il periodo più “caldo” dell’anno per quanto riguarda i consumi è arrivato.
La crisi c’è e si sente, è inutile negarlo, ma, si sa, Natale è sempre Natale e la gioia di mettere un pacchetto sotto l’albero di un parente o di un amico è più viva che mai, soprattutto in un Paese tradizionalista come l’Italia, dove la famiglia e gli affetti rimangono ben saldi, anzi si rafforzano, anche nei momenti di difficoltà.
Che Natale sarà? Difficile a dirsi. Le aspettative degli addetti ai lavori sono più che ottimistiche e, seppur con toni minori rispetto agli altri anni e dettato comunque da una considerevole dose di austerità, prevedono un Natale tutto sommato accettabile; almeno questo è ciò che ci si augura, anche in considerazione dei buoni dati di sell in registrati in questo periodo.
Di sicuro c’è che il Natale anticiperà un periodo di grandi incertezze poiché, come da più parti paventato, “il momento più brutto della crisi deve ancora venire”. Ma, con molta probabilità, si tratterà di un “periodo di transizione” (almeno questo è il pensiero che ci hanno riferito molti degli addetti ai lavori che abbiamo incontrato recentemente) che ci guiderà verso una fine 2013 di inizio riscatto e di lenta ripresa dei consumi.
Profezie Maya a parte, quindi, quello del Natale sarà solo un inizio di partita in cui poter “spaventare l’avversario” (la crisi) e, continuando a utilizzare termini calcistici, per impostare il proprio gioco per poter poi ripartire in contropiede nella seconda metà dell’anno. E, si sa, se la squadra è ben strutturata e con tutti i reparti che ben dialogano tra di loro, il risultato è praticamente scontato. Per cui, se si è ben lavorato in passato e si è poi proceduto a consolidare al meglio i frutti del proprio lavoro, la crisi non può che rappresentare un vero e proprio passo evolutivo in pieno stile darwiniano, finalizzato cioè a selezionare e premiare i migliori e, viceversa, emarginare ed eliminare i peggiori: una “dura legge” che, detta così, potrebbe sembrare crudele, se non addirittura ingiusta, ma è quello che vuole da sempre il mercato, che, si sa, non prevede favoritismi e sconti di sorta.
Per quanto riguarda le categorie merceologiche, ottime performance sono attese dal mondo mobile, tablet e smartphone in testa, seguiti a ruota dal piccolo elettrodomestico, soprattutto quello dedicato alla cura della persona e della casa, su cui sono poggiate le speranze di retail e industria. Grosso punto di domanda i Tv, seppur sospinti da contenuti tecnologici e di design assolutamente all’avanguardia, e l’informatica, arricchitasi, nel frattempo, della grande novità Windows 8.
In barba a crisi e stagnazioni dei consumi, l’industria non ha di certo lesinato ampliamenti di gamma e innovazioni tecnologiche, e altrettanto ha fatto la distribuzione con grandi “manovre di mercato” e un considerevole numero di nuove aperture. Tralasciati i riposizionamenti e i sottocosti urlati, e alcune chicche hi-tech più da film di fantascienza che da mercato reale, molta “sostanza” sta riempiendo i lineari e le vetrine dei negozi specializzati, con offerte interessanti e di qualità e – sorpresa – dal posizionamento medio-alto: tocca ora ai consumatori pronunciarsi e decretare la tanto attesa sentenza finale.
Buone feste a tutti.

La Redazione

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