Come da queste pagine abbiamo più volte scritto e sollecitato, ci troviamo nel bel mezzo di un sistema industriale che si deve e si sta riconvertendo verso livelli di rispetto e compatibilità ambientale più sostenibili e per questo sopportabili dal sistema ambientale e naturale dal quale traggono il necessario sostentamento. Ne troviamo traccia nella Comunicazione della Commissione Europea al parlamento Europeo, al Consiglio al Comitato Economico e sociale europeo e al comitato delle regioni con: “opportunità per migliorare l’efficienza delle risorse nell’edilizia” del 2014. Nel documento si valuta come nell’Unione per l’edilizia commerciale, residenziale e pubblica, sia essa nuova o ristrutturata, si utilizza circa la metà dei materiali estratti e del consumo energetico e circa un terzo del consumo idrico producendo circa un terzo di tutti i rifiuti in circolazione. Un’enormità. Senza contare le pressioni ambientali cui è sottoposto l’ambiente per l’estrazione, uso, trasporto e dismissione di tutte le componenti. Pertanto il mondo della progettazione-costruzione-gestione edilizia dovrebbe poter utilizzare riferimenti certi e chiari per ridurre costantemente l’impatto del ciclo di vita degli edifici nella Ue. Le indicazioni che il documento intende fornire riguardano le modalità con cui ridurre l’uso delle risorse negli edifici attraverso migliori tecniche progettuali, migliore pianificazione di cantiere, utilizzo di materiali più efficienti e destinati o provenienti dal riciclaggio. Quest’ultima voce sta assumendo sempre più importanza per la necessità di ridurre il consumo di materiali vergini e di ridurre materiale da destinare alla discarica, senza sottovalutare la necessità di dover rappresentare un’alternativa interessante ed efficiente in termini di costi alla discarica.
Per quanto riguarda l’utilizzo di energia sappiamo esistere numerose normative al riguardo, ma per l’energia “grigia” utilizzata nella fabbricazione dei prodotti da costruzione e nel processo stesso di costruzione, si sta facendo ancora troppo poco, anche se essa svolge un ruolo rilevante nell’impatto ambientale globale di un edificio. Eppure secondo il rapporto, gli edifici progettati e costruiti per ridurre il loro impatto ambientale in ogni fase del ciclo di vita presentano vantaggi economici diretti come costi operativi e di manutenzione inferiori, un deprezzamento più lento e un maggiore valore in attività con impatti sociali positivi come una migliore salute e una produttività più alta che invece dovrebbero essere visti dal punto di vista dei benefici di lungo termine. A sottolineare il trend in corso, seppure agli inizi, si cita una ricerca di QUALITEL secondo cui in Francia i costi aggiuntivi della costruzione sostenibile per l’edilizia residenziale rispetto alla costruzione standard sono passati dal 10% del 2003 a meno dell’1% oggi, e la stessa tendenza è stata osservata nel Regno Unito.
E’ interessante osservare come alcuni Stati membri stiano già elaborando strategie connesse all’informazione sul ciclo di vita che si potrebbe, una volta riorganizzato e normato, considerare una vera opportunità di sviluppo anche attraverso la condivisione di aspetti della ricerca e delle prassi, tanto è vero che la Commissione
“ha proposto di migliorare il riconoscimento reciproco dei metodi di valutazione ambientale per creare ulteriori opportunità commerciali per le piccole e medie imprese (PMI) del settore edile.” L’Europa dunque si muove, la tecnica si muove, le professioni e i costruttori si muovono, la cultura invece in Italia avanza troppo lentamente. Tuttavia sarà bene tener presente che la Commissione "proporrà approcci volti al riconoscimento reciproco o all’armonizzazione dei diversi metodi di valutazione esistenti, anche al fine di renderli più funzionali e accessibili dal punto di vista economico per le imprese di costruzioni, le compagnie di assicurazione e gli investitori", e in base a ciò potremmo trovarci inaspettatamente in un “mercato unico” della costruzione ecoefficiente, dove sarebbe opportuno arrivare ben preparati.

Arch. Olivia Carone
Presidente Ass. Casaclima Milano
Docente IED

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