Senza dubbio è stata la prova prodotto più divertente che abbiamo fatto finora. L’A-R. Drone di Parrot, difatti, è davvero capace di regalare qualche minuto di autentico svago, dando la possibilità di unire tra loro due dei più diffusi hobby: il modellismo e la passione per i videogiochi. Grazie all’apposita applicazione per tablet o smartphone, e ai suoi semplicissimi comandi, sembra in effetti di essere alla guida di un aereo virtuale, come nel caso di un moderno simulatore di volo, ma che, in realtà, virtuale non è. Il velivolo, o meglio il quadricottero, è realissimo e degno dei migliori modellini in commercio.
Il settaggio iniziale è stato di una semplicità davvero elementare: è bastato scaricare l’apposita applicazione mobile su un iPhone 5 e un iPad 2, attivare la connessione wi-fi e connettere i due device con il drone. Tempo per l’operazione: un paio di minuti.
Immediatamente sullo schermo dello smartphone è apparsa la visuale della videocamera frontale del drone, proprio come se ne fossimo realmente alla guida; è bastato poi premere il tasto di decollo e il quadricottero si è subito alzato in volo. Guidarlo poi è stato, non solo divertente, ma di una semplicità davvero a prova di bambino, tanto è vero che per qualche minuto li abbiamo affidati alle mani totalmente inesperte di una bimba di appena 3 anni e mezzo che, pur sotto il nostro vigile controllo, se l’è cavata decisamente bene. La possibilità di poterlo guidare per mezzo di un touchscreen facilita difatti notevolmente le operazioni, rendendole di una semplicità incredibile. La sensibilità del drone è stata difatti davvero impressionante: a ogni minima oscillazione dello smartphone o del tablet corrispondeva immediatamente un cambio di direzione o una virata del quadricottero. Sensibilità dei comandi che, in alcuni momenti e soprattutto durante i primissimi voli, ci ha procurato non pochi problemi di stabilità in volo. A far da supporto alle manovre in volo vi sono infatti degli assistenti di tutto rispetto, come un giroscopio a 3 assi con precisione di ben 2000°/secondo, un accelerometro a 3 assi con precisione di +/- 50 mg, un magnetometro a 3 assi con precisione di 6° e un sensore di pressione con una precisione di +/- 10 Pa.
Le nostre prove, anzi i nostri voli, sono stati fatti in due diversi parchi di Milano, il Parco Nord e il Parco di Trenno; per la verità abbiamo anche tentato un piccolo volo all’interno della redazione, creando non poco scompiglio negli ambienti e tra le persone. Abbiamo poi utilizzato il drone anche per un piccolo sopralluogo sui tetti di alcune case in zona Affori di Milano scoprendo, con sorpresa, alcuni nidi di merlo con tanto di uova all’interno. Uno degli ultimi voli è stato compiuto anche in avverse condizioni metereologi che: verso la fine della prova, difatti, ha iniziato a piovere copiosamente, ma il drone si è comportato in modo egregio continuando il suo volo senza alcun problema. Voli di cui abbiamo poi anche salvato tutti i relativi video, e anche qualche fotografia, nella memoria del nostro tablet e del nostro smartphone. La guida con lo smartphone si è rivelata – almeno nel nostro caso – decisamente più comoda e agevole di quella con il tablet, potendolo impugnare quasi come un joypad di una moderna console di gioco. Silenziosissimi i rotori: aspetto, questo, “simpaticamente” sperimentato sul campo durante il rocambolesco volo in redazione in cui abbiamo avuto la “fortuna” di sorprendere qualche nostro collega senza alcun tipo di “preavviso sonoro”. I nostri voli sono stati comunque compiuti a non più di 20-30 metri di distanza dal nostro dispositivo di comando.
Il prodotto da noi testato è il modello Parrot A.R. Drone 2.0 Elite Edition, ossia realizzato con una scocca in una variopinta quanto aggressiva tinta mimetica in classico stile militare. Le caratteristiche tecniche di questo modello sono di tutto rispetto, realizzato, com’è, con una struttura portante in nylon e tubi di fibra di carbonio (il peso totale del velivolo è di poco inferiore al mezzo Kg e quindi trasportabile senza alcun problema), e un motore costituito da rotori da 14,5 W per 28.500 RMP: ciascun controller del motore è poi dotato di una CPU AVR a 8 MIPS. Il suo cuore tecnologico è invece affidato a un processore ARM Cortex A8 da 1 GHz con DSP video da 800 MHz e da una memoria RAM DDR2 da 1 GB a 200 MHz. Il tutto supportato da un sistema operativo di tipo Linux 2.6.32.
La telecamera integrata è infine dotata della tecnologia ad alta definizione, con un obiettivo grandangolare da 92° in diagonale, capace di riprendere video con risoluzione di 720p a 30 fps, salvandoli con codifica H264 e, quindi, già immediatamente pronti per la condivisione sui principali social di video sharing presenti in rete. Le foto, invece, sono state salvate nel tradizionale formato compresso Jpeg. Tra le possibilità offerte dal prodotto c’è anche quella di poter trasferire e salvare i contenuti per mezzo della connessione wi-fi: opzione , però, mai utilizzata durante le nostre prove. La batteria in dotazione è, infine, ai polimeri di litio da 1.000 mAh.

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