L’efficienza energetica di un appartamento o di un immobile, indipendentemente dalla tipologia di utilizzo,(residenziale, ufficio,scuola, albergo, ospedale, etc.,) prevede azioni che influiscono sul suo “funzionamento energetico” futuro per lungo tempo e richiede pertanto un’accurata valutazione, sia che si tratti di edificio nuovo che, forse ancor più, di ristrutturazione. Occorre saper scegliere materiali adatti, tecnologie aggiornate e sistemi impiantistici spesso con l’integrazione di energie rinnovabili che si dimostrino, alla prova dei fatti, efficienti, producendo comfort e risparmio nella gestione. Essenziali si dimostrano gli interventi sulla coibentazione, sui ponti termici, sull’uso attivo o passivo dell’energia solare, nonché sulla tenuta all’aria senza trascurare la qualità ecologica dei materiali anche “a km zero”, o con certificazione ecologica di tipo europeo.

Sono edifici dalle caratteristiche e qualità superiori rispetto alla media che non si limitano ad attuare efficacemente crieri di efficienza energetica ma la raggiungono con scelte consapevolmente rivolte al benessere interno degli occupanti ed esterno dell’ambiente. Adottano soluzioni impiantistiche e materiali direttamente o indirettamente a contatto con il corpo umano privi di tossicità e capaci di stimolare attraverso la percezione sensoriale reazioni di benessere nel fisico, in modo consapevole o inconsapevole. Adottano cioè tutte le strategie per massimizzare ciò che comunemente definiamo ‘comfort’ aggiungendovi tutto l’aspetto di ‘benessere’ e di raffinatezza percettiva attiva e passiva facendo proprio il principio di Ruskin secondo il quale ogni bellezza è fondata sulle leggi delle forme -ed aggiungo, dei criteri- naturali. In questo senso si dimostrano ‘amici della nostra salute’ dato che creano appositamente un ambiente privo di elementi potenzialmente disturbanti, dannosi o pericolosi per l’uomo. Per esempio:
– proteggono dal radon, gas cancerogeno
– emettono poca C02, gas notoriamente climalterante attraverso utilizzo di specifici materiali
– emettono poca C02, gas notoriamente climalterante attraverso l’efficienza energetica dell’ edificio che non dovrebbe superare i 50-70 kWh/m2a;
– attuano criteri di risparmio dell’acqua e dove possibile di riciclo e riuso della stessa
– scelgono soluzioni ‘a km 0’
– monitorano la qualità dell’aria interna che deve essere priva di emissioni nocive
– adottano le migliori soluzioni per tutti i livelli di comfort termico, acustico, illuminitecnico, visivo, del colore, etc.
Gli edifici ecologici non provocano la – "Sick Building Syndrom" o Sindrome da edificio malato a causa della quale le persone che permangono in ambienti insalubri, con elevato tasso di inquinamento indoor cioè dell’aria interna accusano disturbi di salute, sia lievi che invalidanti come irritazioni agli occhi, al naso, alle vie respiratorie, alla pelle, mal di testa, stanchezza, malessere, vertigini e difficoltà di concentrazione sino talvolta al cancro. Questi disturbi, noti sin dagli anni 70, e causati dall’emissione di sostanze odorose e irritanti e muffe da parte di materiali e apparecchi, (ossia con alta concentrazione di VOC, Composti Organici Volatili) generalmente diminuiscono o scompaiono allontanandosi dell’edificio.
Spesso sottovalutati o decisamente ignorati, i VOC possono rappresentare un grande elemento di criticità per la salubrità interna, non va dimenticato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiatato che l’inquinamento indoor è causa di malattia e talvolta morte nel 34% per ictus; 26% per cardiopatia ischemica; 22% per broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);12% per infezioni respiratorie inferiori acute nei bambini; e 6% per cancro del polmone.

Arch. Olivia Carone
Presidente Ass. Casaclima Milano
Docente IED
contributor@eimag.it

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