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indexForse ci siamo. O per lo meno siamo sulla buona strada. Il punto vendita del futuro sta pian piano prendendo forma e, a farsi suo “portavoce” non può che essere il retailer più innovativo per eccellenza, Amazon.
Il colosso americano dell’ecommerce ha infatti inaugurato il suo punto vendita smart Amazon Go  preannunciato nei mesi scorsi: uno store di 1.800 mq di superficie espositiva nella 7a strada di Seattle, proprio al di sotto degli uffici della sua storica sede. Al suo interno tutto il meglio della moderna tecnologia per il mondo retail, come telecamere di presenza, sensori di peso e un sistema gestionale basato su intelligenza artificiale. Al loro ingresso i clienti si registrano ed effettuano il login al proprio account Amazon: il sistema di gestione segue i clienti in tutto il loro percorso all’interno del punto vendita, rilevando e registrando nel carrello virtuale l’acquisto di ogni singolo prodotto. La spesa viene effettuata in tutta autonomia dal cliente stesso, mediante la scansione del codice prodotto fornito da un’app dedicata collegata al proprio account Amazon. Una volta usciti dal negozio con la spesa, il conto arriva direttamente sullo smartphone del cliente, che può quindi procedere al pagamento mediante carta di credito.
E non solo. Anche l’altro brand sinonimo di innovazione, Apple, non è stato di certo a guardare e ha annunciato l’apertura di un nuovo concept store a Chicago, un moderno spazio di aggregazione per la comunità locale che dovrebbe rappresentare in tutto e per tutto una nuova generazione di location della Mela morsicata. Dal design all’impatto ambientale fino ad arrivare ai servizi per la clientela, il nuovo store presenta tutto ciò che di meglio può offrire il settore del retail.
E non finisce di certo qui. Anche la Gdo si è messa definitivamente in moto e dal primissimo  esperimento targato Coop, che dai saloni di Expo Milano è fisicamente approdato negli spazi del Bicocca Village di Milano, o dei format innovativi di prossimità inaugurati da tutte le più importanti insegne, si sta pian piano affinando, sfoderando il meglio del meglio che può attualmente offrire.
L’ultima iniziativa in senso cronologico spetta a Bennet, con il suo Bennet Smart, un punto vendita di 1.200 mq, caratterizzato da una struttura innovativa e da una selezione curata di prodotti selezionati in base alle abitudini e ai tratti peculiari dei clienti. Al suo interno, postazioni multimediali e totem interattivi, casse automatiche e casse self-service.
Tutte esperienze, queste, mirate a trasformare il punto vendita non solo in qualcosa di futuristico e futuribile, e soprattutto a misura di cliente che, non necessariamente deve essere digitale e omnicanale, ma soprattutto deve essere considerato nella sua interezza. Esperienza, formazione e partecipazione: queste devono essere le tre parole fondamentali di questa grande rivoluzione in atto, che deve mettere il consumatore al centro e non più il prodotto o il prezzo. “Smart”, si badi bene, non vuole essere per forza di cose, sinonimo di digitale, automazione o internet delle cose, ma comprende nella sua totalità anche “vecchie”, ma pur sempre attuali, cose come servizio, cortesia e soddisfazione.
Un percorso ormai iniziato e che sta accelerando di giorno in giorno. Guai adesso rallentare o, viceversa, cercare di bruciare le tappe. Si rischia davvero molto. E non ce lo si può permettere.

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