E’ James Ivory il testimonial dell’apertura, l’8 maggio, delle prime 5 sale delle nuove Gallerie dell’Accademia di Venezia. Samsung, insieme alla Fondazione Venetian Heritage, è scesa in campo per affiancare il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nel concretizzare il progetto di questa prima, importante tranche del nuovo museo. Non solo una donazione che ha reso possibile l’apertura delle sale, ma anche una dotazione tecnologica per un’esperienza del visitatore più interattiva e un’applicazione per accedere a contenuti multimediali da dispositivi mobili così da rendere la visita adatta a ogni genere di pubblico. Non ultima la creazione di una vera e propria classe digitale per le scuole che vogliono realizzare attività didattiche all’interno del museo.
Il nuovo allestimento sarà presentato al pubblico dal Segretariato Regionale per il Veneto, al termine di un lungo e complesso restauro architettonico, fortemente voluto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha coinvolto l’intero piano terreno del complesso della Carità e alcuni spazi del piano superiore. Un intervento che permette ora di offrire nuove aree espositive dove è possibile ammirare una selezione più ampia di opere, tra cui grandi capolavori dell’arte veneta dal Seicento all’Ottocento. Si tratta di un primo traguardo all’interno dell’ambizioso progetto di allestimento museale delle Gallerie dell’Accademia, naturale prosecuzione del percorso che prende avvio dal primo piano, dove è illustrato lo sviluppo della pittura veneta dal Trecento al Cinquecento.
Nelle nuove sale sono presentate 46 opere, disposte – novità assoluta per il museo – non secondo un ordine cronologico bensì per nuclei tematici, soluzione quest’ultima ritenuta più idonea alla fruizione da parte di un ampio e variegato pubblico.
La prima sala introduce il visitatore alla conoscenza del museo: grazie alle postazioni multimediali messe a disposizione da Samsung è possibile fruire di tutte le informazioni necessarie per agevolare la costruzione di un percorso di visita. Uno spazio all’interno del medesimo ambiente ospita la Smart Classroom: qui studenti di ogni età e nazionalità potranno assistere a lezioni dedicate ad approfondimenti conoscitivi sulle collezioni del museo, la sua storia, la storia dell’arte veneta, resi ancora più accessibili ed efficaci grazie al supporto delle nuove tecnologie multimediali. Si tratta, comunque, di un primo assaggio di quello che sarà il sistema informativo presto destinato a coprire l’intero patrimonio del museo. Nella seconda sala viene rievocata l’origine dell’istituzione, nata come raccolta accademica a scopo didattico, e qui ritroviamo i ritratti di artisti, che tra Sette e Ottocento, furono membri dell’Accademia. La terza sala è dedicata alla grande pittura veneziana dei soffitti, e siamo ai vertici della scuola pittorica veneta; la quarta è dedicata al collezionismo seicentesco per ricordare come Venezia sia stata tra i primi centri italiani a sviluppare il gusto per il collezionismo di dipinti. Nella quinta sala, caratterizzata da una grande finestra centinata che guarda verso la facciata palladiana del Convento dei Canonici Lateranensi, protagonista assoluta è la straordinaria architettura di Andrea Palladio. Nessuna opera toglie lo spazio a questa magia visiva. Su un unico schermo scorrono le immagini delle trasformazioni architettoniche ed urbanistiche dell’insula e del complesso edilizio che ospita le Gallerie dell’Accademia. I materiali video sono stati elaborati nel quadro di un progetto di ricerca, del 2010, intitolato Visualizing Venice, svolto da prestigiose Università quali lo Iuav di Venezia, l’Università degli Studi di Padova e la Duke University di Durham.

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