Spesso da queste pagine abbiamo rilevato l’importanza dell’informazione capillare delle persone affinché modifichino il loro stile di vita in senso più sostenibile, ma data la molteplicità delle fonti d’informazione con obiettivi spesso non chiari, si è finito per confondere invece che spiegare.
Ora forse potremo averne un’idea più precisa per lo meno per quanto riguarda gli italiani, di cui si occupa il nuovo Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile secondo il quale Expo ci ha aiutato ad ampliare gli orizzonti, vediamo alcuni dati sintetici tratti dall’ultimo studio.
È stato intervistato un significativo campione di cittadini italiani maggiorenni sulla sostenibilità per quanto riguarda il livello di conoscenza, gli atteggiamenti dominanti e i comportamenti di acquisto e consumo e i risultati sembrano incoraggianti.
Sulla conoscenza emerge come dall’anno scorso l’avanzamento dell’informazione sia aumentata riguardo ai concetti basilari, passando da un 23% a un 28%, spicca il tema più popolare sulle energie rinnovabili, ma il primo in lista per importanza riguarda la qualità dell’aria.
Per quanto riguarda invece l’atteggiamento dominante verso la sostenibilità il 2/3 degli intervistati le ha dato priorità rispetto alle difficoltà della crisi, per il 49% la sostenibilità è realmente un tema sentito a fronte di un 38% che la ritiene ancora un fenomeno di moda, mentre sale la sensibilità favorevole verso l’utilizzo di mezzi pubblici che passa dall’80 al 96%.
L’agricoltura biologica ottiene un sostegno dell’85% e gli investimenti in energie rinnovabili a discapito di fonti fossili si conquistano l’83% di preferenze seguiti da piste ciclabili (76%) e medicine naturali (71%).
Il fenomeno acquista una valenza particolarmente rilevante se consideriamo che se pur il 58% degli italiani concorda con il fatto che il Global Warming deve essere affrontato dai governi poiché il singolo individuo non può fare molto, tuttavia la percentuale cala di ben 11 punti rispetto allo scorso anno, mentre l’atteggiamento generalmente positivo nei confronti dei molteplici aspetti che costituiscono la sostenibilità è in aumento dal 31% al 36%.
Infine sui comportamenti di consumo e acquisto, il dato più rilevante consiste nell’aumento dal 12 al 22% di coloro che adottano sempre azioni virtuose come raccolta differenziata, uso dei mezzi pubblici, alimentazione e abbigliamento bio. Si tratta quindi di un sensibile e, lasciatemi dire, inaspettato aumento della disponibilità personale all’acquisto di beni e servizi sostenibili anche a fronte di costi maggiori.
Aumenta dunque di oltre 20 punti dall’ultima rilevazione, la propensione all’acquisto di elettrodomestici a basso consumo, lampadine led e prodotti da agricoltura biologica, e si riduce dal 3% al 2% la percentuale di coloro che non conoscono cosa siano beni e servizi sostenibili.
Certo non si è dimostrata affatto marginale per il raggiungimento di questo risultato la motivazione basata sul senso di responsabilità verso le generazioni future e i figli, (85%) seguita dalla scelta per il benessere e l’ambiente, e la preferenza (80%) per i prodotti italiani, ma ciò che mi fa meglio sperare per un futuro saggiamente sostenibile ed economicamente stabile è come il dato degli appassionati (29%) e interessati (33%) alla sostenibilità sia aumentato dal 43% al 62%.
Ciò significa che oltre trenta milioni di italiani sono attualmente orientati verso scelte di sostenibilità, cioè la maggioranza del Paese.

Arch. Olivia Carone
Presidente Labgrade Sustainable Association
www.labgrade.net
contributor@eimag.it

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